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12 settembre

I miei pensieri di settembre...

La mia anima morta

 

 Cambio e scarto pezzi di paradiso

Ricordando istanti infernali

 

 

Ci avrei giurato, tu e quell’aria

Da piccolo infame

Ed è nella quiete della notte che scappi

E corri via da me

 

Cambio istanti e piccole belle azioni

Per violente boccate di fumo nero

 

E nulla nell’alba di primo mattino

Dona a me il canto festivo dei passeri

Saranno asfissiati dal nero fumare

... della mia bocca

 

Cambio e scarto lazzi rosa

E lilla ricami per vecchie scarpe

E lerci calzoni

 

Nell’oblio e nell’estasi ho

Goduto...certo ho goduto

E poi ho visto il male negli occhi quando destandomi

Ho ammirato il riflesso della mia anima morta.

 

 

 

 

Settembre

 

 

Ed io ti dico...

Hai mai ascoltato i gabbiani cantare?

Quel loro verso simile alle sirene morenti

Li hai mai ascoltati?

Lungo le coste

E i settembrini litorali

Calmi e pacati

 

Dove l’aria sa di buono

E le mani hanno l'odore del sale

E delle piogge primizie

E del legno delle barche arenate...

 

Io ti dico...

Hai mai pianto dicendo addio al sole?

 

 

 

  

07 maggio

Alcune mie poesie...

Canto funebre

Giu, tra i flutti, nei i ruscelli

E nelle valli...

Ho visto nascere il sole

Nell’attesa che l’inqueto mal di vivere

Scivolasse via come un lieve manto color d’ambra

Nei cimiteri , nei i boschi

E nelle tane buie

Ho ascoltato il battito del cuore incessante

Fino a che le mie dita, al tatto...parvero affondare nel dorso vellutato....

Nel corpo luminoso di quell’inquieta

Anima mia...

 

?

Ho preso con me l’amore e la bellezza

Quella che una volta, non molto tempo fa, era attaccata alle mie spalle come una scimmia

E giocava con me.

Ho ammaliato l’amico

E giaciuto con lui

Raccontandogli della mia scimmia e dei suoi giochi.

L’amico è restato e non ha fatto nulla per divincolarsi

E scappar via

Ha ucciso anch’egli i suoi giochi

E la sua scimmia circense.

 

 

 

 

Ho il mare

 

Ho il mare

Ho il mare caldo e bello

Nelle mani offro il seme, e nel mare mi cullo ascoltando le odi delle formose sirene.

Ho goduto bevendo latte da una donna infame e ho pianto dannandomi e dannandola

Ho sputato tra i letamai e i bordelli

E ho fatto del sesso sconcio e scomodo accompagnato dal canto di grilli stanchi dal troppo strillare.

Ho odiato le stelle

Ho odiato i suoni

Ho odiato il mare

Ho amanto le verghe sei santi adoni e custodito il segreto

Per lungo tempo

Ho saggiato il sangue

E ucciso passioni malsane

Ho dormito

Ho sognato

Ed ora ho il mare

Il mare caldo e bello.

Il mare dei nettuni aitanti

E delle sirene esili

Ho il mare

 

Ode

Se nei tuoi occhi addolorati, io ho assunto le fattezze di una megera

Il volto tuo bello può insegnarmi la via per l’obbedienza delle regole divine

E dei sogni

E dei vini

E delle fate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

01 maggio

Ao Céu (una mia poesia in portoghese)

Ao céu que nunca
pede
Ao céu que nada
quera
Ao céu que sempre
Ao céu que com o ar
brinca
Ao céu casa dos
livres passaros...
 
Levo-me
e como uma Canção
o meu Coração
fala:
 
Amo-te
ceu limpo
Amo-te
imenso azul
 
Vincenzo Restivo
 
Traduzione
 
Al cielo
che non chiede mai
Al cielo
che non vuole niente
Al cielo
che da sempre
Al cielo
che con l'aria gioca
Al cielo
casa dei liberi uccelli...
 
Mi innalzo
e come una canzone
il mio cuore
parla:
 
Ti amo cielo pulito
Ti amo immenso azzurro!
 
 
 
24 marzo

Il Risveglio di mio fratello Cristian

Ciao raga!Leggete questa poesia, è stata scritta questa mattina da mio fratello Cristian di appena 10 anni!
Sarebbe una sorta di ode alla primavera!
Leggete e commentate!!!
 
 
Risveglio
 
Ecco, è arrivata la primavera
fa la sua entrata trionfante;
sbocciano fiori, cantano uccelli.
Il Sole si risveglia e fa
capolino dietro la collina fiorita
 
Nel cielo, candide e morbide nuvole
sembrano lenzuola al sole.
Il ruscello scorre, mentre tutta
la natura si risveglia da un lungo letargo