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24 gennaio Un'insolita "gita" bologneseEd ecco...l'ho vinta!Ho vinto la borsa di studio per la Spagna!Parto il mese prossimo e vado a lavorare per sei mesi presso una galleria d'arte!
Sono contento, tanto, so che questa esperienza gioverà al mio futuro professionale ma da una parte ho una paura terribile. Non so cosa mi aspetta e lasciare qui i miei amici, la mia famiglia, il mio gatto....mi rende troppo triste. Quello che mi rincuora è che Valencia la conosco molto bene, chi ha seguito i miei vecchi post sa che quest'estate a Valencia ho passato davvero dei bei momenti, in più mi hanno detto gli amici che verranno a farmi visita quando potranno!...
Non sò... per ora vedo tutto così poco chiaro, non me ne sono fatto ancora una ragione!.
Mi dispiacerà non esserci né per la laurea di Antonio ne per il matrimonio di Maria, ci si laurea e ci si sposa una volta nella vita...sono eventi imperdibili a cui io non potrò essere presente e la cosa mi mette una rabbia che non vi dico.
E' l'altra faccia della medaglia, il lato scuro delle cose belle...vi avevo detto che la vita in realtà è un film grottesco e tutti ci siamo dentro fin al midollo.
Tempo fa l'essenia di Salerno mi chiamò dicendomi che se potevo avrei dovuto raggiungere un certo gallerista spagnolo che esponeva alcuni suoi quadri all'ART FIERA di Bologna. Avrei dovuto lavorare con lui una volta a Valencia, così raccimolando i pochi spiccioli che avevo, sono andato e Antonio con pasienza mi ha accompagnato.
Abbiamo preso il treno di mattino presto, perso le 5,00 da Roma Tiburtina e siamo arrivati a Bologna verso le 8,00. Ho chiamato il gallerista che mi ha dato appuntamento in un hotel chiccosissimo dove io e Anto abbiamo atteso il suo arrivo guardandoci attorno titubanti e constatando che il nostro abbigliamento alla bell'emmeglio non si addicesse affatto alle pellicce e i giacconi di camoscio di tutti i presenti.
All'arrivo del gallerista, un tipo occhialuto alto quanto un comodino, ci siamo salutati con i classici : "Qué tal?" e "Estoy bien!" di cortesia, poi lui mi ha cominciato a dare direttive su come raggiungere la Fiera di Bologna e arrivare al suo capannone 15 passando prima per il 29 per avere il pass di accesso.
Gli dico che ho problemi per le valige, che avrei dovuto prima posarle all'ostello e poi lo avrei raggiunto.
Lui mi fa che non ci sono problemi che arrivare prima o dopo per lui è la stessa cosa l'importante è che sarei arrivato.
Ci salutiamo e una volta fuori ci accorgiamo che l'unico bus per raggiungere il nostro ostello/campeggio, passava solo ogni 2 ore.
Aspettiamo approfittando x fare un giretto a via dei Mille.
Arriviamo all'ostello verso le 11, avevamo fittato un bello chalet tutto di legno con tv, aria condizionata, bagno privato, il tutto a 15 euro al giorno...l'unica pecca era che l'ostello fopsse davvero tanto ma tanto periferico.
Aspettiamo altre 2 ore xkè arrivi il bus che ci avrebbe condotto alla Fiera. Arriviamo presso la Fiera verso le 13, con tanto sonno e una fame incredibile.
Purtroppo ci accorgiamo nostro malgrado che è tutt'altro che semplice trovare il capannone 29...in quel labirinto di grossi prefabbricati formato IKEA ci sentiamo due piccoli punti isolati un pò come la particella disodio dell'acqua lete.
Alla fine dopo minuti di cammino ci riusciamo....ci fanno stò pass dopo altra attesa tra artistoidi bisorcuti con la puzza sotto al naso che non rispettavano la fila...e dinuovo fuori alla disperata ricerca del capannone 15.
C'è voluto un pò per capire che in realtà il capannone 15 non c'era ma non era altro che un piano del capannone 14.
Saliamo e ci diamo alla ricerca della sezione A19 dove il gallerista avrebbe dovuto attendermi.
E infatti lui era li...montava i suoi quadri...mi ha visto, gli ho parlato, a stendo mi ha calcolato...dopo un pò si avvicina e mi fa: non credo tu abbia la stoffa per questo lavoro, sei arrivato in ritardo, ora non mi serve piu il tuo aiuto...se vuoi divertiti, va per la fiera, ci sentiremo per telefono!
CI SENTIREMO PER TELEFONO??????
Innervosirsi e parlare spagnolo contemporaneamente non è facile...infatti non sono riuscito a dirgli tutto quello che avrei voluto dirgli.
Gli avrei detto volentieri che non conoscevo Bologna e che essere arrivato fin li per me era stato sia un sacrificio economico che fisico, che non mangiavo da un giorno ne dormivo, chje il viaggio era stato stressante, che i bus passavano ogni 2 ore e qualcosa gli ho pure detto ma non tutto. Nonostante tutto non è bastato, si è limitato a salutarmi ed è ritornato a scartare i suoi pacchi.
Ho fatto mille chiamate, Gaetano, papà, Giorgio...volevo sfogarmi... poi ce ne siamo andati.
Da allora è cominciata la nostra piccola vacanza.
Bologna è una città che offre molto, tranquilla, la gente è disposta ad aiutarti e darti indicazioni, ci sono tante librerie, ristoranti etnici e non, molti giovani e tante facoltà.
Di sera ci siamo visti con Rocco che da qualche mese lavora proprio li a Bologna e abbiamo scoperto che un'alternativa al bus 68 c'era ed era il 25 solo che ci portava molto distante dall'ostello e aremmo dovuto camminare un dieci minuti su una stradina di campagna che attraversava un enorme campo verde.
All'inizio di notte attraversare quella stradina mi spaventava da morire, ogni tanto mi voltavo per vedere se un'auto si fosse fermata per aggredirci....ma in reatà è stato tutto molto tranquillo.
Con Rocco ci siamo girati tutta la città a piedi e il giorno dopo ci ha raggiunti anche mio fratello Giorgio da Modena con un'amica, siamo stati a cena da un cinese e in giro per un caffè.
Alla fine l'essenia mi ha chiamato e le ho spiegato tutto.
Mi hanno detto che non avrei dovuto preoccuparmi e che avrebbero trovato una soluzione alternativa. Ieri poi in treno mi ha chiamato Marika Sanchez, la proprietaria di un'altra galleria che probabilmente sarà quella per la quale andrò a lavorare.
Mercoledì mi comincia iul corso pedagocico a Salerno prima della partenza che ancora non sò quando sarà...
Speriamo non tanto presto ne tanto tardi...
29 giugno Sulle spiagge di Cabo VerdeBeh...serata sotto le stelle, nella piazzetta delle giostrine a sognare...
Io e Mya, sulle spiagge di Cabo Verde, le onde...l'acqua cristallina e poi, le noci di cocco, le amache, le feste di sera sotto i capannini di paglia e foglie di palma...
Un paradiso...eppure ancora troppo un sogno!.
Sto ricominciando a sognare, era da tempo che non lo facevo piu e forse ancora adesso ho timore di farlo...Staccare da terra le suola delle mie scarpe da ginnastica e librarmi,allontanarmi da questo marciume e saggiare i sapori d'oriente e dei mari africani...
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